Filed Under (volley) by Stefano Margutti on 10-05-2010
Sono comparsi alcuni posta molto interessanti relativi agli eredi degli “ULTRAS DELLA CURVA DEL CESSO“, di seguito ne riporto alcuni, sarebbe bello se fossero inviate foto e commenti su quel gruppo di tifosi:
Filed Under (volley) by admin on 15-02-2010
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Pubblico questo nostalgico articolo scritto dall’amico Sandro Camerani e pubblicato sul giornalino della Robur:
“Quelli della……curva del cesso
San Valentino è una festa inventata dai produttori di Baci e di rose, ma qui capita giusta per celebrare una lunga storia d’amore: quella tra il pubblico ravennate e il PalaCosta. Vederlo chiuso per 12 anni è stata una tristezza, ma ora che è tornato più pieno e chiassoso che mai a tanti si è riaperto il cuore. Soprattutto a quelli della curva del cesso. Riavvolgiamo il nastro della memoria di 30 anni e poco più: tempi belli, eravamo giovani e chi voleva esibirsi non aveva bisogno dell’orrido Facebook: andava in piazza e sostava vicino alla colonna. Tranne che al sabato, quando usciti dalle medie si andava dritti al Costa. Erano gli anni ruggenti dei Vigili (Casadio prima, Grondplast poi) e di una serie A da difendere rendendo il Costa una tana dalla quale uscire vivi era un’impresa. Per noi, nel corso di quel decennio, hanno giocato giovani promesse come Recine e Venturi, artisti come Bendandi (“Dio perdona..Aldo no!”, curva1) e gente meno qualitativa ma tosta come Piligi e Gianni Errani (“…spaccagli le mani”, curva2). Già, la curva: uno spicchio di tribuna monopolizzato già tre ore prima della partita dalla tifoseria più giovane e calorosa. Del cesso perché l’unico bagno del palazzetto era proprio lì sotto, raggiungibile solo da una strettissima scala, così quando la curva era piena (cioè sempre) arrivarci era impossibile, anche per gli incontinenti. All’ingresso ed al rientro negli spogliatoi delle squadre scendevano sul campo due bandieroni che formavano una sorta di forca caudina per gli avversari, tra i quali c’erano una serie di nemici pubblici. Come Angelo Squeo, bellimbusto romano che giocava con le lenti. Al Costa ne perse una e mentre la cercava dalla curva si alzò il coro “Devi morire” che a quei tempi, senza razzismo o politica a contaminare lo sport, era goliardia pura. Altri bersagli storici erano i punti di forza della Paoletti Catania: Di Coste, altissimo centrale, e Nello Greco, alias la pulce dell’Etna, un piccoletto che saltava talmente che da allora abbiamo visto solo Gavio Giovane eguagliarlo. Poco amate anche la fortissima Panini Modena e la Ruini Firenze: quando arrivavano loro, o c’eri entro le 15.30 oppure potevi scordarti di entrare. Ecco perché ha riaperto il cuore di tanti rivedere il Costa stracolmo con tanto di fila al botteghino: è serie A2, vero, ma l’importante è essere tornati qui. Se vi capita, poi, date un’occhiata alla zona destra della tribuna vecchia. Non c’è più il bagno ma sui gradoni, con qualche chilo in più e un po’ di capelli in meno, vedrete anche stimati professionisti e\o padri di famiglia. Quando il Costa ha riaperto, nessuno di loro ha avuto dubbi sul posto da scegliere. Per forza: erano loro che saltavano il pranzo per andare al palazzetto, loro che avevano una vita davanti ed anteponevano a tutto l’amicizia e lo sport. Erano loro, quelli della curva del cesso.
Sandro Camerani”
La foto della “Curva del Cesso” con i nome dei protagonisti…
Filed Under (foto, volley) by Stefano Margutti on 06-06-2009

Carlo Alberto Cova (ex giocateore di Parma ed assiduo frequentatore di bagherpersempre) mi ha inviato la scansione dell’articolo publicato nella Gazzetta dello Sport nel 1978, dopo la partita tra Iveco Parma e la Grondplast Ravenna ci furono degli scontri piuttosto violenti tra tifosi in cui comparve anche un coltello, ne avevamo parlato in un precedente articolo.
Ingrandimento dell’articolo della Gazzetta
Filed Under (volley) by Stefano Margutti on 18-12-2008

Tutti sanno che in battuta c’è Stefano “Boldro” Boldrini, ma dove andrà a finire la palla?
E soprattutto fuori i nomi degli spettatori!!!
Filed Under (foto, volley) by Stefano Margutti on 15-12-2008
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Il cuore della pallavolo ravennate, fuori i soprannomi… (grazie Macri)
Giorgio Savo ha scritto:
“Dopo i mitici ed indimenticabili ultras e’ doveroso ricordare anche coloro che per alcuni anni portarono avanti il tifo al PalaCosta ovvero i “Red White Tigers” .
I tamburi ed alcune bandiere furono acquistati dagli ultras stessi .
Se qualcuno dei RWT vuole aggiungere qualcosa ……ben venga . Grazie .
rwt ha scritto:
“red white tigers……il gruppo si smembro’ nel momento in cui la pallavolo ravennate si trasferi’ al paladeandrè, ai tempi decidemmo di non fare come i nostri predecessori che vollero dei soldi per lasciarci tamburi e bandiere e lasciammo il tutto in uno sgabuzzino del palacosta nel caso che qualcuno volesse prendere il nostro posto.
ricordo le riunioni del lunedi sera per preparare trasferte e coreografie, ricordo un dopopartita particolarmente “vivace” e una cinquantina di ultras appostati alla rocca brancaleone per salutare gli amici di parma…..ricordo una trasferta di modena dove la polizia, per evitare incidenti con le brigate gialloblu modenesi, ci fece uscire a fine partita da un uscita laterale….. il gruppo era formato da ragazzi che provenivano da varie zone della città, alcuni bazzicavano al bar da polenta, alcuni alla strocchi, altri abitavano nel quartiere darsena, c’era tanto entusiasmo e la volontà di essere veramente il settimo uomo in campo.
ricordo anche una partita dove una delle giovani leve, preso dalla smania di mettersi in evidenza, ebbe la “geniale ” idea di creare artigianalmente un fumogeno e di accenderlo nell’immediato prepartita……con il risultato di intossicare noi e i giocatori che si stavano riscaldando.
e ricordo quanto eravamo “bastardi” quando, dopo aver fatto il primo lancio di coriandoli all’ingresso della squadra, aspettavamo che il custode li spazzasse per poi rilanciarne ancora un po poco prima dell’inizio della partita……
e se ricordo bene, per una partita contro il milan gonzaga
, preparammo una sagoma di compensato a forma di coperchio di bara ornandola con i colori della squadra avversaria.
magari nei prossimi giorni, se mi verrà in mente qualche altro particolare, sarà un piacere postarlo qui.
è sempre bello ricordare i periodi in cui il “cazzeggio” era all’ordine del giorno…….