Ljubo Ganev all’avversario Samuele Papi, All Star Game 94, (tra l’altro credo giocassero insieme nella squadra di Cuneo ndr – ho sempre sognato essere un ndr )
All’uscita dalla palestra una lastra sottilissima di ghiaccio rende quasi impossibile scendere dalla scalinata antistante l’ingresso.
In queste trasferte organizzate da Vanni Monari, erano presenti anche alcuni familiari di dirigenti, accompagnatori o componenti dello staff. Nella fattispecie il buon Gino, storico fisioterapita della squadra, aveva con se moglie e figlia (all’epoca diciasettenne).
Moro vede che la figlia di Gino è in difficoltà e con voce sicura pronuncia la famosa frase:
“Non ti preoccupare, aggrappati pure a me…”
Al primo gradino, decollo stile cartoni animati, travolta quasi tutta la squadra che in fila indiana cercava di scendere dalle scale… STRIKE!!!
Sabato ho avuto il piacere di presenziare alla presentazione del libro “Cinquant’anni di storia… e di gloria” scritto per festeggiare il cinquatenario della squadra di volley di Cuneo.
Tra gli invitati era presente Ljubo Ganev, il gigante bulgaro che ha militato per molte stagioni a Cuneo, quando Zorzi, che presentava gli ospiti, gli ha chiesto se si fosse trovato bene a Cuneo e lui ha risposto:
“Ora sono 160 Kg ben distribuiti, per quasi 2 metri e dieci di altezza, quando giocavo a Cuneo ero 120 kg. Pensate che sacrificio ho fatto per giocare a cuneo!“
Questa domanda la fece Ciardelli a Lee Inn, il fuori classe coreano appena arrivato in Italia, dopo che l’allenatore Claudio Piazza gli aveva detto di cercare di insegnargli un po’ di italiano.
La celebre frase è stata pronunciata dal Turco in occasione dei campionati universitari, ed era rivolta a Luca Casadio, che suggerì al Turco di fare un pallonetto dopo aver preso diverse murate, risposta: