
Recupero un post lasciato da Carlo Alberto Cova ex giocatore della Santal Parma alcuni anni fa’:
“Te lo devo …
nel lontanissimo 1985 (ma, visto la media dei ricordi di Bagherpersempre, si potrebbe dire “nel neanche tanto distante 1985″), la squadra di Ravenna Under 17 maschile subì una sconfitta (forse) abbastanza immeritata, in una non meglio precisata località della Romagna, contro i pari età della Santàl.
In quell’occasione i ragazzi capitanati da un allora giovane “palleggiatore” di ottime speranze che, per ragioni di privacy, ribattezzeremo con il nome di fantasia di “Stefano Margutti” stavano disputando un’ottima partita; era la finalissima del campionato regionale e i ragazzi di Parma, capitanati da un altro sinistro personaggio, di pari ruolo ma di molte minori speranze, che ribattezzeremo invece con il nome di fantasia di “C.A. Cova”, erano realmente alle corde.
Ad un certo punto vi furono un paio di “dubbie” decisioni arbitrali che fecero un attimo “innervosire” (eufemismo) i giovani romagnoli.
Da quel momento la loro battaglia fu principalmente contro l’arbitro. Gli avversari, più ancora che dalle decisioni arbitrali, riuscirono a beneficiare delle continue interruzioni dovute alle ripicche e polemiche nei confronti del direttore di gara. Grazie a parecchie e continuate interruzioni ebbero infatti modo di “uscire dalla buca” (è risaputo che le pause fanno meglio a chi in quel momento è in difficoltà) e di riacciuffare il match ormai quasi compromesso.
Quei ragazzi di Parma, passati indenni da quel collo di bottiglia in cui si erano cacciati, vinsero l’incontro e, qualche mese dopo, il secondo dei quattro titoli italiani giovanili consecutivi. Tuttavia occorre riconoscere che, mai come in quell’occasione, fu anche questione di fortuna e di episodi, se riuscirono a conservare la loro imbatibilità (che alla fine arrivò ad oltre 1650 giorni consecutivi).
Occorre dare atto a quella squadra di Ravenna, composta da parecchi buoni elementi, che avrebbe meritato sicuramente molto di più in quegli anni. A penalizzarla fu soprattutto la regola che non prevedeva in nessun caso due squadre della stessa regione alle finali nazionali.
Non fu infatti un caso che, anche l’anno successivo, furono l’unica a squadra a metterci veramente in difficoltà e, l’unico set che perdemmo, fu proprio contro di loro (11 punti furono ottenuti sul servizio in salto del sopra citato capitano ravennate di cui nome ho mascherato il nome per mantenerne l’anonimato).”
L’allenatore della squadra della Santal era un certo GianPaolo Montali che da quei successi ha costruito una carriera da allenatore a dir poco strepitosa.
Ritengo che ci debba come minimo una cena, visto che si narra che viva in un castello alle porte di Parma. Proporrei alla prossima partita di Champions League dell’Inter cena a casa Montali!!!
Avanti con la formazione… In palio l’invito a casa Montali!!!
PS: Non sono sicuro che l’anno della foto corrisponda esattamente con l’episodio raccontato da Carlo Alberto ma sicuramente la formazione è questa (1983/84)